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 I Gosho sono gli scritti di Nichiren Daishonin.

Li troviamo sotto forma di lettere o trattati e il loro numero è di svariate decine.

Nell'edizione italiana sono raccolti in nove volumi, qui scaricabili integralmente.

Le lettere sono lezioni e incoraggiamenti inviati personalmente ai vari amici e discepoli.

I trattati sono insegnamenti o rimostranze al governo e ai reggenti di allora.

I Gosho costituiscono la base della dottrina buddista e anche un mezzo rapido ed efficace per ricevere risposte a problemi e a interrogativi personali.

Viene suggerito di leggerli ad alta voce come se fossero stati scritti a noi di persona.

Lo studio del Gosho è parte integrante e imprescindibile della pratica buddista e ne costituisce uno dei tre pilastri fondamentali (fede, pratica e studio).

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I cardini del Buddismo di Nichiren Daishonin sono

 

LA FEDE (shin), LA PRATICA (gyo) e LO STUDIO (gaku)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se manca anche uno solo di questi tre elementi non può esserci una ratica buddista corretta.


Nel Gosho Il vero aspetto di tutti i fenomeni il Daishonin spiega:
 

«Credi nel Gohonzon, il supremo oggetto di culto intutto Jambudvipa. Rafforza costantemente la tua fede e ricevi laprotezione di Shakyamuni, di Molti Tesori (giapp. Taho) e dei Buddadelle dieci direzioni. Impegnati nelle due vie della pratica e dello studio.Senza pratica e studio non può esservi Buddismo. Devi non solo perseverare tu, ma anche insegnare agli altri. Sia la pratica che los tudio sorgono dalla fede. Insegna agli altri come meglio puoi, anche una sola frase o una sola parola» (WND, 386; cfr. SND, 4, 235).

 

La Fede

La base fondamentale del Buddismo di Nichiren è credere profondamente che il Gohonzon è l'Oggetto di culto per manifestare il Buddismo. Nel momento in cui ci sforziamo di recitare Daimoku con fedenel Gohonzon, possiamo "aprire" la nostra natura di Budda e manifestare nella nostra vita il meraviglioso potere della Legge. La fede è l'unica strada per entrare nel Buddismo e per manifestare lasaggezza, la forza e la compassione del Budda. Una fede pura, libera dal dubbio, consente di affrontare qualsiasi difficoltà e trasformare l'impossibile in possibile. «Avere fede è la base del Buddismo» afferma Nichiren Daishonin nelGosho “Il vero aspetto del Gohonzon” e questo principio parla di una fede libera dai dubbi. Non si tratta, come a prima vista si potrebbe pensare, di una fede cieca, di rinunciare alle proprie capacità di giudizio o reprimere sistematicamente qualsiasi dubbio sorga nella nostra mente. Avere dubbi non significa che stiamo praticando male o non otterremo alcun beneficio e nemmeno che la nostra fede non è sincera. Richard Causton spiegava che in questo brano di Gosho il Daishoninnon dice di “non avere dubbi” ma di “non nutrire dubbi”. C’è una belladifferenza! Avere dubbi è naturale, quello che non si deve fare è crogiolarsi nel dubbio permettendogli di corrompere la nostra fede.


La Pratica

Lo scopo della pratica buddista è manifestare lo stesso stato vitale del Budda insito nella nostra vita; per realizzare ciò è necessario perseverare ogni giorno. La pratica consiste di due aspetti indissolubili: la pratica per sé e la pratica per gli altri (giapp. jigyo keta). Queste sono come le due ruote di uno stesso asse, se ne manca una la pratica non è completa. La "pratica per sé" consiste nel recitare quotidianamente, mattina e sera (ossia fare Daimoku, la pratica fondamentale, e Gongyo, i due capitoli del Sutra del Loto, la pratica di supporto) per realizzare il grande desiderio di kosen-rufu e la nostra rivoluzione umana. La "pratica per gli altri" consiste nel fare shakubuku, cioè propagare il Buddismo del Daishonin per far sì che anche le altre persone possano ottenere i benefici della Legge. Nichiren Daishonin scrive: «Adesso, nell'Ultimo giorno della Legge, il Daimoku che recita Nichiren è diverso da quello delle epoche precedenti. È Nam-myoho-renge-kyo che comprende la pratica per sé e la pratica per gli altri» (Le tre grandi Leggi segrete, GZ, 1022). Le varie attività alle quali ci dedichiamo per kosen-rufu rientrano nella praticaper gli altri. Sia la recitazione di Daimoku e Gongyo, che lo shakubuku costituiscono la grande forza per trasformare la nostra vita, perché fanno emergere in noi la stessa compassione, la stessa saggezza e lo stesso coraggio di Nichiren Daishonin. Nel Vero aspetto di tutti i fenomeni il Daishonin afferma: «Devi non solo perseverare tu ma anche insegnare agli altri. [...] Insegna agli altricome meglio puoi, anche una sola frase o una sola parola» (WND, 386;cfr. SND, 4, 245). È importante trasmettere anche una sola parola o una sola frase di Buddismo agli altri, ricercando non solo la felicità per sé, ma anche per tutte le altre persone.

 

Lo Studio

 

 
Lo studio consiste nell'apprendere gli insegnamenti buddisti e i principi fondamentali basandosi sulla lettura dei Gosho, gli scritti del Daishonin. In questo modo possiamo approfondire la nostra fede e praticare correttamente. Studiare il Buddismo non serve per raggiungere und eterminato livello di conoscenza, ma per sviluppare la fede e metterla in pratica nella vita quotidiana con più consapevolezza. Significa ascoltare ciò che Nichiren vuole dirci, cercando di cogliere lo spirito, il cuore che lo animava, per superare i dubbi e per non abbandonare la fede nei momenti cruciali della vita. Se non si studia, facilmente si puòc adere in un'interpretazione del tutto personale delle dottrine.
Come scrive il Daishonin:
 

«Se non fai domande e non risolvi i tuoi dubbi, nonpuoi disperdere le oscure nuvole dell'illusione» (Lettera a Niike, SND, 4,253).«Dovreste tenerpresente che per quanto la fede corretta permetta di otteneregrandissimi benefici, è anche irta di ostacoli e difficoltà. A meno chenon abbiate delle solide basi dottrinali, quando sorgeranno dei problemicomincerete a dubitare. [...] Grazie allo studio, inoltre, quando parliamo agli altri del Buddismo possiamo far capire la grandezza degli insegnamenti del Daishonin e spiegare chiaramente, logicamente epersuasivamente le basi portanti che una religione corretta dovrebbe avere. È per questi motivi che il Daishonin sottolineò che la praticadeve andare di pari passo con lo studio"

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